
Foto di André Kertész
Come molti di voi sanno, i libri sono la mia grande passione. Lavoro nel mondo dell’editoria, che mi dà in gran parte il pane quotidiano di cui vivere. Ciononostante – e proprio a causa di questo – sono CONTRO la legge sul prezzo fisso del libro. Ecco la mia motivazione:
• Un mercato controllato o un monopolio non sono mai una buona cosa. Non giovano a nessuno se non alle persone che ne detengono il controllo.
• In un mercato che non è libero, i prezzi non scendono poiché non vi è concorrenza.
• Il prezzo fisso del libro impedisce la vera concorrenza, che è la linfa vitale di ogni sano mercato.
• Senza concorrenza viene a mancare lo stimolo all’innovazione, essenza di ogni mercato dinamico.
• Se il governo vuole sostenere l’editoria indigena, lo faccia con altri mezzi, come i contributi della Pro Helvetia.
• Il mondo dell’editoria sta cambiando rapidamente: lettori e lettrici acquistano sempre più online (da poco abbiamo pure Amazon.it!), gli eBook stanno prendendo sempre più piede e vi sono sempre più possibilità di self-publishing. La legge sul prezzo fisso si applica a una sola forma di editoria: quella cartacea, in cui consumatori e consumatrici acquistano fisicamente un libro in un negozio.
• Quello delle piccole librerie indipendenti è un mito. Per quanto personalmente adoro passare ore nelle librerie, in tutto il mondo ve ne sono poche di buona qualità, che possono offrirmi un vero valore aggiunto. La legge sul prezzo fisso del libro porterà a un aumento dei prezzi dei libri nelle librerie e in altri punti di vendita, favorendo così gli acquisti online e transfrontalieri.
• Il libro è sì “un bene culturale da tutelare”, ma lo sono anche i film e le opere d’arte in generale.
• Da notare, non da ultimo, che nel 2007 il Tribunale federale svizzero ha dichiarato la pratica del prezzo fisso del libro illegale. Anche il Consiglio federale si è espresso contro il prezzo fisso del libro, ma la decisione è stata respinta dal Parlamento. Per legge, il Consiglio federale è obbligato a sostenere la posizione del Parlamento.
Concludendo, per quanto in un mondo virtuale vorrei sostenere la mia bella libreria indipendente all’angolo (alla BookCourt di Brooklyn o alla Hoepli di Milano) nonché la nostra editoria locale, di cui sono una grande fan, in realtà questa legge va contro i principi morali ed economici in cui credo. Per questo, questo fine settimana voterò NO.
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Qui il link a un articolo che non condivido pienamente, ma comunque molto interessante, di Farhad Manjoo pubblicato su Slate, in cui loda Amazon e sfata il mito delle librerie indipendenti, che definisce “cultish, moldering institutions” (luoghi di culto ammuffiti).
Qui un riassunto di SwissInfo sulla saga del prezzo del libro.