Archive for October, 2010

Our Lady of Sorrow – SOMEO

Posted in Art, Emigrazione (ticinese e non) in California, Vallemaggia (Ticino) on October 22nd, 2010 by ndb – 1 Comment
(foto Lisa Naimer)

(foto Lisa Naimer)

I’m writing this posting in English, as I know at least three English speakers who have wondered about a beautiful dilapidated statue in “the rich people’s cemetery” in Someo that a friend of mine likes to call “Our Lady of Sorrow”. First of all, a word about the cemetery. If you’re travelling up Vallemaggia, make sure you stop to visit the church and cemeteries at the entrance of Someo. The church (Chiesa dei SS. Placido ed Eustachio) dates from the 13th century and has been recently renovated. The exterior painting above the entrance and the apse (the rounded area that hosts the altar) were painted around 1856 by local artist Giacomo Antonio Pedrazzi (1810-1879) from Cerentino. His works are currently on display in Cerentino (until October 31, 2010) and at the Pinacoteca Cantonale Züst in Rancate (until January 9, 2011). Giacomo Antonio Pedrazzi made wide use of a cobalt blue that in our local dialect is widely called “blö Pedrazz”. His story, too, is interesting: apparently he came from a family of masons and painters, and he worked for some years in Northern Italy. In 1854 he emigrated to Australia to seek fortune, like many others from our valley did. In the fall of that same year, four of his oil paintings were exhibited in Melbourne. He left Australia the following year and made a pilgrimage to Rome before returning to Ticino, where he decorated many chapels and churches, in addition to portraying local genteel families.

Back to Our Lady of Sorrow, adjacent to the church are two cemeteries, commonly referred to as “the rich people’s cemetery” and “the poor people’s cemetery”. The “rich people’s cemetery” was built in the 1890s by the families of men who had emigrated to California, bringing back a small fortune. In December of 1891, Antonio Tognazzini—who bequeathed the building that is now an old people’s home to the Municipality of Someo—sent a request to the local authorities to build a second cemetery next to the existing public one. The Municipality rejected the proposal, but Mr. Tognazzini received approval from the Canton and the cemetery was built the following year. Unlike any other cemetery in our region, the tombs in this newer cemetery are sumptuous and monumental, and the families buried here can be traced back to some of the genteel 19th century residences that line the main road into the village.

To open the gate into the “cimitero degli americani”, lift the bottom lever upwards. More or less in front of you, you will see the monument commemorating Virginia Peri, with the beautiful marble statue by Ettore Rossi, father of renowned local sculptor Remo Rossi (1909-1982). The monument reads:

Qui riposa
Virginia Peri nata Righetti
la sua missione compiva amorosamente eroica
quando celere nel viaggio di sua vita
come belva in agguato
la rapiva ai diletti la morte.
Fu suo culto libertà umanità famiglia
sua gioia il sorriso di Erina settenne
e delle sorelline minori Albina e Leontina
suo premio l’amore del marito l’affetto della famiglia
la stima di quanti la conobbero
nata in Point Reyes California il 31.5.1876
morta in Livorno il 14.5.1914.

Virginia Peri was born Righetti (originally from Someo) in Point Reyes, California, in 1876 and died in Livorno, Italy, in 1914 at the age of 38. She left behind a seven-year old daughter, Erina, and two younger sisters, Albina and Leontina. The cemetery hosts several dilapidated statues, but this one has a special haunting beauty to it.

In primavera 2011 verrà presentato l’Archivio dei nomi di luogo di Someo, accompagnato da una mostra fotografica.

Our Lady of Sorrow (foto Mark Lesina)

Our Lady of Sorrow (foto Mark Lesina)


One of the family tombs in "the rich people's cemetery"

Booksellers along the Seine

Posted in Literature & Libri, Travel on October 19th, 2010 by ndb – Be the first to comment

A <i>bouquiniste</i> near Pont Neuf (Paris)

A bouquiniste near Pont Neuf (Paris)

For all of you book lovers who may have an e-book reader but are still intoxicated by the smell and feel of old books, here is an interesting article from Publishing Perspectives about the bouquinistes, the antique and used books resellers that you find near Pont Neuf in Paris, who recently started selling souvenirs (this seems to be what the market demands) but are getting in trouble for that.

Read the article here.

“Lucerna” di Fabio Pusterla

Posted in Literature & Libri, Switzerland on October 15th, 2010 by ndb – Be the first to comment
Lucerne, Switzerland

Lucerne, Switzerland

A Lucerna

I

Bloccano l’acqua del lago
con una palizzata coreografica
in questa città di castori:
e l’acqua preme
da parte a parte, sale
nel suo universo azzurro, vuole uscire
verso altri fiumi lontani.
Ha fretta, l’acqua
e va, radendo i ponti,
senza memoria, persa nella luce.
E chiama, e fa paura.

II

Ci sarà pure un motivo se apparri nella notte
oltremontana, con i tuoi occhi spalancati
sull’acqua.
Quale altrove? Forse guardo
un silenzio, o una distesa
d’erba e sassi, ventosa.
Abito una tormenta,
il fondo opaco dei laghi?
Un giorno ho dismesso il mio nome
e i vestiti: gridavo, dicono.
Poi, l’ovattato acquario, il palcoscenico
irto sopra voragini
junghiane.

Se adesso,
dopo tutti questi anni,
segni col dito la città addormentata,
il riposo dei cigni e dei gabbiani,
l’ala bianca del monte Pilatus, e scompari.

III

I cigni non si azzardano
troppo: la corrente
li porterebbe via.
Stanno nel lago,
si lisciano le penne candidissime
e hanno l’aria aggressiva.
Le loro carni,
dice chi le ha provate,
valgono poco:
insipide e coriacee.
Se qualche volta piangono
non si fanno vedere da nessuno.

(da: Pietra sangue, Marcos y Marcos, 1999)

—–
Fabio Pusterla è nato a Mendrisio nel 1957. È poeta, traduttore e critico letterario. Fra le sue raccolte di poesie vi sono Concessione all’inverno (Casagrande, 1985), Folla sommersa (Marcos y Marcos, 2004), Bocksten (Marcos y Marcos, 1989) e – la mia preferita – Pietra sangue (Marcos y Marcos, 1999).

Vista forse un po’ sentimentale, oggi

Posted in Other / Altro, Ticino (non-Vallemaggia) on October 10th, 2010 by ndb – 1 Comment

Oct 1Dopo avervi trascurato per più di un mese per girare il mondo – un po’ per lavoro un po’ per dovere un po’ per piacere – torno a scrivere di questo nostro bellissimo territorio, di questo angolo di mondo a sud che anch’io guardo con occhi diversi. Ho passato più di un’ora a Parigi a contare i jorts (la dernière mode de cette eté?), ho mangiato un indimenticabile falafel nel vecchio quartiere ebraico e ho scambiato due parole con un cameriere del Mali che non vede l’ora di tornare a casa. Ho camminato da un appuntamento all’altro a piedi perché c’era la grève. A New York sono rimasta impigliata fra una portoricana e un’afroamericana che stavano per darsele cercando di uscire dalla metropolitana nel cuore di Brooklyn, e ho passato una settimana a fare la businesswoman a Francoforte, fra newyorkesi, parigini, moscoviti, amstedamiani e milanesi. Posso dirvi questo: viviamo in un posto unico al mondo, dove la pace ancestrale e la natura mestosa ci cullano nella loro presenza silenziosa, dove il rispetto e l’orgoglio per la tradizione coesistono con l’apertura verso il mondo; viviamo un un luogo dove si riesce ancora a rallentare e dove le piccole grandi cose hanno ancora spessore, un luogo dove ci svegliamo al mattino, guardiamo il sole sbucare dietro la montagna e sappiamo che siamo al sicuro. Siamo consapevoli di far parte di qualcosa di molto più grande di noi. Questa è la view, oggi, da la lòbbia. È una vista preziosa: trattiamola bene o godiamocela fino in fondo.

Il fucile da caccia (The Hunting Gun)
di Inoue Yasushi

Posted in Literature & Libri on October 8th, 2010 by ndb – Be the first to comment

copt13Voglio consigliarvi un libricino di neanche cento pagine di uno scrittore giapponese, Ianoue Yasushi, chiamato Il fucile da caccia (Adelphi, 2004 – Published in English as The Hunting Gun). E’ un racconto intimo che narra la storia di quattro persone: un uomo, Misugi Jōsuke, e tre donne: la nipote Shōko, la moglie Midori, e l’amante e madre di Shōko, Saiko. Attraverso tre lettere scritte dalle donne a Misugi, si scopre che ogniuna nasconde sentimenti profondi segreti, mettendo in discussione l’equilibrio della vita famigliare vissuta in apparente armonia fino a quel momento. Incapaci di sostenere il peso del dolore e della menzogna, ogniuna delle tre donne scrive una lettera di addio a Misugi. Con poche parole e con un linguaggio lucido e perspicace, Ianoue Yasushi esplora le tematiche di solitudine e amore, apparenza e realtà, verità e menzogna, senza mai giudicare i personaggi, ma mostrandoli in tutta la loro umanità. Un racconto delicato come un’antica porcellana giapponese.


Ianoue Yasushi (1907-1991) è nato nell’isola di Hokkaido dove a quel tempo il padre lavorava come medico militare. All’età di sei anni viene mandato a vivere dalla nonna, una ex-geisha, nella provincia di Shizuoka, affinché cresca nel villaggio di cui la famiglia è originaria. Si interessa alla poesia fin da giovane, ma dopo la laurea in estetica e filosofia abbandona quasi subito la carriera letteraria per iniziare quella giornalistica. E’ solo dopo la guerra che Inoue Yasushi decide di dedicarsi alla scrittura, iniziando con il racconto Il fucile da caccia (1949), subito acclamato da critica e lettori, cui segue una produzione estremamente vasta.

Urban Recycling in New York City

Posted in Art, Camera, Travel on October 1st, 2010 by ndb – Be the first to comment
The High Line

The High Line

In a recent trip to New York, I had lots of fun exploring something *NEW* that wasn’t there three years ago. Such place is The High Line, old elevated train tracks on Manhattan’s West Side, recently turned into a park. The place gives you an amazingly different view of Manhattan and its eclectic architecture, mixing old and new, and it is also itself a place of art & design.

The history of the tracks themselves is fascinating: the High Line was originally constructed in the 1930s to lift dangerous freight trains off Manhattan’s streets—apparently there were so many fatalities that the area was nicknamed “Death Avenue”. The tracks were in use until 1980, when the last train ran carrying a trainload of frozen turkeys (I just had to add that!). Check out the official website for historical pictures (and make sure you start from the end).

The High Line is one mile and a half long and runs from Gansevoort St. in the Meatpacking District to 34th St., between 10th & 11th Ave. Currently, only the first section is open to the public, running from Gansevoort St., right behind Chelsea Market (one of my favorite places in the City!) to 20th St., close to the art galleries part of Chelsea. Section 2, from 20th St. to 30th St., is scheduled to open in 2011.

The architectural concept behind the park is that of “integrated landscape”, combining concrete pathways and steel tracks & railings with native flowers, grass, and shrubs. The park also displays temporary artwork that is somehow connected to the site.

Click here for a detailed map.

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