Ticino Emigration to Australia

Posted in Emigrazione (ticinese e non) in California on May 5th, 2012 by ndb – Be the first to comment

CarlsonA friend in Seattle discovered a rare work in English on Ticino emigration to Australia. I say rare because most of the research on Ticino emigration—whether to California or Australia—is in Italian. The reaserch I am referring to is Bridget Rachel Carlson’s 1997 doctoral thesis on “Immigrant Placemaking in Colonial Australia: The Italian-Speaking Settlers of Daylesford”. PDFs of the complete 567-page thesis are downloadable from the site of the Victoria University, Australia, here. The work has chapters dedicated to the following Ticino families, of which several are from Vallemaggia:
Caligari
Gaggioni
Gervasoni
Giscetti
Lafranchi
Milesi
Morganti
Perini
Pozzi
Quanchi
Righetti
Rodoni
Tomasetti
Vanina
Vanzetta
The Lafranchi section even contains a recipe for a bullboar, or pork & beef, sausage (p. 200). Also very interesting are the phonetical transcriptions of three dialect songs/nursery-rhymes (p. 202). A funny anecdote about this discovery is that within two days from my friend finding Ms. Carlson’s work and forwarding it to a few acquaintances, the link travelled to Australia, Switzerland, the US, and back a few times.

Regalasi EMOZIONI

Posted in Other / Altro on April 7th, 2012 by ndb – 1 Comment

In seguito al mio post del 20 gennaio 2012, ho voluto raccogliere qualche esempio di EMOZIONI che vengono offerte, promesse ed elargite ovunque, dalle FFS al Monte Generoso, dal pattinaggio artistico alle mostre d’arte.

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Monte Generoso
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Entering the Digital Children’s Market

Posted in Literature & Libri on March 20th, 2012 by ndb – 1 Comment

photoFor several years now, I’ve been following discussions about eBooks and if-and-how they would change publishing. First the discussions took place in the U.S., with unshakable skepticism from Europe. Then, as eBooks and digital content became increasingly available and popular in the U.S. market, Europe finally followed—with continued skepticism, but still rather quickly, all things considered. Now the discussion is entering a new area: that of digital content for kids. Here is an interesting overview of the Bologna book fair “Tools of Change for Publishing” conference, which took place on March 18, 2012, organized by O’Reilly. I bet all of you with 2-year olds playing with your iPhone as if it were the sand box will not be surprised.

Link to TOC conference website: here.

NO alla legge sul prezzo fisso del libro

Posted in Literature & Libri, Switzerland, Ticino (non-Vallemaggia) on March 8th, 2012 by ndb – 1 Comment
Foto di André Kertész

Foto di André Kertész

Come molti di voi sanno, i libri sono la mia grande passione. Lavoro nel mondo dell’editoria, che mi dà in gran parte il pane quotidiano di cui vivere. Ciononostante – e proprio a causa di questo – sono CONTRO la legge sul prezzo fisso del libro. Ecco la mia motivazione:

• Un mercato controllato o un monopolio non sono mai una buona cosa. Non giovano a nessuno se non alle persone che ne detengono il controllo.
• In un mercato che non è libero, i prezzi non scendono poiché non vi è concorrenza.
• Il prezzo fisso del libro impedisce la vera concorrenza, che è la linfa vitale di ogni sano mercato.
• Senza concorrenza viene a mancare lo stimolo all’innovazione, essenza di ogni mercato dinamico.
• Se il governo vuole sostenere l’editoria indigena, lo faccia con altri mezzi, come i contributi della Pro Helvetia.
• Il mondo dell’editoria sta cambiando rapidamente: lettori e lettrici acquistano sempre più online (da poco abbiamo pure Amazon.it!), gli eBook stanno prendendo sempre più piede e vi sono sempre più possibilità di self-publishing. La legge sul prezzo fisso si applica a una sola forma di editoria: quella cartacea, in cui consumatori e consumatrici acquistano fisicamente un libro in un negozio.
• Quello delle piccole librerie indipendenti è un mito. Per quanto personalmente adoro passare ore nelle librerie, in tutto il mondo ve ne sono poche di buona qualità, che possono offrirmi un vero valore aggiunto. La legge sul prezzo fisso del libro porterà a un aumento dei prezzi dei libri nelle librerie e in altri punti di vendita, favorendo così gli acquisti online e transfrontalieri.
• Il libro è sì “un bene culturale da tutelare”, ma lo sono anche i film e le opere d’arte in generale.
• Da notare, non da ultimo, che nel 2007 il Tribunale federale svizzero ha dichiarato la pratica del prezzo fisso del libro illegale. Anche il Consiglio federale si è espresso contro il prezzo fisso del libro, ma la decisione è stata respinta dal Parlamento. Per legge, il Consiglio federale è obbligato a sostenere la posizione del Parlamento.

Concludendo, per quanto in un mondo virtuale vorrei sostenere la mia bella libreria indipendente all’angolo (alla BookCourt di Brooklyn o alla Hoepli di Milano) nonché la nostra editoria locale, di cui sono una grande fan, in realtà questa legge va contro i principi morali ed economici in cui credo. Per questo, questo fine settimana voterò NO.

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Qui il link a un articolo che non condivido pienamente, ma comunque molto interessante, di Farhad Manjoo pubblicato su Slate, in cui loda Amazon e sfata il mito delle librerie indipendenti, che definisce “cultish, moldering institutions” (luoghi di culto ammuffiti).

Qui un riassunto di SwissInfo sulla saga del prezzo del libro.

La fotografia di Alfio Tommasini

Posted in Camera, Vallemaggia (Ticino) on February 16th, 2012 by ndb – Be the first to comment
Rave party a Zurigo (foto Alfio Tommasini)

Rave party a Zurigo (foto Alfio Tommasini)

A prima vista le foto del giovane fotografo ticinese Alfio Tommasini si distinguono per i soggetti quotidiani, spesso non a fuoco, come se le foto fossero state scattate en passant. Documentano un istante di una situazione comune – urbana, legata alla periferia, oppure personale – ma, soprattutto, autentica. Di questo aspetto solo apparentemente casuale, Alfio dice: “Non sono ossessionato dalla nitidezza o dall’angolatura perfetta. Non importa se una foto è sfuocata o storta. Quello che mi interessa è comunicare una sensazione e trasmettere qualcosa. Uso infatti Photoshop solo per pochi piccoli ritocchi, manipolando le foto il meno possibile. Quello che è importante per me è raccontare una storia.”

Nato a Lodano, in Vallemaggia, nel 1979, Alfio Tommasini ha imparato la fotografia da autodidatta. Nel 2007 ha ottenuto un Master in Fotografia dalla EFTI (Escuela de Fotografía y Centro de Imagen) di Madrid, programma a cui è stato ammesso con un portfolio. Ora di base a Gordemo, sopra Gordola, Alfio sta cercando di crearsi uno spazio qui in Ticino, mantenendo però sempre i contatti con la Spagna, dove ha lavorato ed esposto maggiormente.

“Sono una persona di natura timida – dice Alfio – e la fotografia mi spinge a rompere il ghiaccio e a conoscere gli altri. Attraverso le mie foto voglio raccontare una storia e per fare questo bisogna prendersi il tempo, conoscere i soggetti e instaurare un rapporto. Non mi piace avere fretta. Anch’io voglio farmi conoscere, non solo come fotografo, ma anche come persona.”

Per il progetto su Antonio & Paloma, ad esempio, Alfio ha passato molto tempo con la coppia gitana, imparando a conoscerla e stringendo un rapporto di amicizia. “A quel tempo mi interessava documentare le varie maniere di vivere in una città grande come Madrid. Antonio e Paloma vivevano in un container a cinque minuti da casa mia. Vedevo spesso Paloma cantare mentre stendeva il bucato e un giorno abbiamo iniziato a parlare. Le prime fotografie, però, le ho scattate solo dopo quattro o cinque incontri. Quando passi molto tempo con una persona, dopo un po’ non si accorge quasi più della presenza della macchina fotografica.”

Un progetto completamente diverso, invece, è stato quello di ritrarre tutti gli abitanti di Lodano durante un anno. In “Lodano generazioni”, pubblicato anche come libro, Alfio ha scattato foto posate, frontali, con una ripresa dal basso verso l’alto di ogni abitante o famiglia, partendo dalla decana del paese. “In questo caso, però, conoscevo già tutti i soggetti. Il valore di questa impresa non stava nella singola foto, ma nell’opera come ritratto collettivo della comunità in cui sono cresciuto.”

Un progetto più recente è stato quello di accompagnare la sorella Sheila in India a visitare l’orfanatrofio da cui era stata adottata. “Documentare il nostro viaggio in India è stato difficile poiché il tema mi era molto vicino. Tramite le immagini ho cercato di tessere un racconto e di ricreare le sensazioni provate. Per questo progetto ho usato un mezzo formato, cioè un apparecchio più lento, con negativi più grandi dei 35mm standard.”

Recentemente ha passato alcune settimane in Andalucia, scattando foto con l’idea di svolgere un lavoro sulle zone periferiche dei paesi dell’Europa. “Mi interessano le storie personali, è vero, ma anche l’impatto che misure politiche o economiche hanno sugli individui lontani dai grandi centri geografici e decisionali.”

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Il sito di Alfio Tommasini: qui .
Blog “El pino alpino”: qui.

Foto scattata in Andalucia (foto Alfio Tommasini)

Foto scattata in Andalucia (foto Alfio Tommasini)


Antonio (foto Alfio Tommasini)

Antonio (foto Alfio Tommasini)

Nostalgia anni ‘60

Posted in Camera, Ticino (non-Vallemaggia) on January 23rd, 2012 by ndb – Be the first to comment

La foto seguente (Elvezio Faggio, Bellinzona-Carena-Bellinzona) è stata scattata da Joe Sarina durante una visita in Ticino negli anni ‘60.

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Nato a Soledad, in California, il 6 gennaio 1923, Joseph Sarina è figlio di emigranti ticinesi originari della Valle Morobbia, Luigi Sarina e Giuseppa Pedraita. Ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale in qualità di operatore radio per la U.S. Army 8th Air Force (”The Mighty Eighth”) in Inghilterra. Durante gli anni ‘60 ha vissuto e lavorato in Ticino per un certo periodo. Le due cose di cui va più fiero, a 89 anni, sono il suo ruolo nella guerra e il fatto di essere ticinese. Vive tuttora a Fresno, in California.

Regalo emozioni, o il condizionamento
del parlar vago

Posted in Other / Altro on January 20th, 2012 by ndb – 4 Comments

B01446_1Una cosa che mi fa impazzire come traduttrice in lingua inglese di materiali promozionali sul Ticino e di testi riguardanti eventi locali è il proliferare di un linguaggio vago e stereotipato, e in particolare l’uso e abuso delle seguenti tre espressioni: emozioni (ad esempio, “un festival che regala emozioni”), importante (ad esempio, “un evento o un personaggio importante”) e riconosciuto internazionalmente (ad esempio, “una collezione di valore internazionale” o “un artista riconosciuto internazionalmente”). Di emozioni ve ne sono tante: felicità, euforia, noia, rabbia, indifferenza, commozione, frustrazione, orgoglio, gelosia. Dicesi importante di una persona che ha autorità e potenza o di una cosa che ha interesse o valore. Importante in relazione a chi o a che cosa? Importante nel nostro contesto locale o importante nel grande mondo interconnesso in cui viviamo? Quanto al fatto di essere riconosciuto internazionalmente, ecco un aneddoto: quest’estate mi trovavo al Lido di Locarno con mio marito quando hanno annunciato l’arrivo di un istruttore di spinning di Varese riconosciuto internazionalmente. Che peso ha l’attributo “internazionale” quando viviamo a venti minuti dal confine? Per non parlare poi di quel senso di ignoranza che ci assale, come lettori, quando leggiamo di una persona riconosciuta internazionalmente di cui non abbiamo mai sentito parlare. E, soprattutto, come è possibile fare distinzioni fra un evento da seguire quando ogni manifestazione è emozionante, importante e con meriti internazionali? Mi chiedo se è il pensiero pigro che porta a questo scrivere vago, oppure l’imprecisione linguistica tollerata nel nostro Cantone che causa il pensiero vago e pigro. Anch’io, con la scusa di parlare tante lingue e di vivere in un mondo interiore astratto, pecco d’imprecisione. Ma in realtà si tratta di pura pigrizia mentale. Scriveva l’autore e pensatore critico inglese George Orwell: “Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo”. Facciamolo!

Rudolph Gnekow (1835-1920):
From Blacksmithing to Banking

Posted in Emigrazione (ticinese e non) in California on January 14th, 2012 by ndb – Be the first to comment

Rudolph Gnekow (1835-1920)

Rudolph Gnekow (1835-1920)

My post from almost two years ago about my great-great-grandparents Rudolph and Christiana Gnekow just received two comments, so in addition to that information, following is a paragraph about Rudolph that was published in the September-October 1989 issue of “Discover the Valley”:

Rudolph Gnekow was born in Germany. He ran away when he was 19 years, and upon arriving in America, crossed the Plains to California on an ox. He learned the trade of locksmith in his native land, and upon arrival in Stockton, worked for a blacksmith, John Hart, and stage builder, Bill Derrick. He soon bought property on the corner of Stanislaus, where he built his blacksmith shop. In 1872, he gave up blacksmithing for the real estate business, and at one time, owned half of the block that became the Holt Manufacturing Company on South Aurora Street. He served on the board [of the Bank of Stockton] 1875-1895.”

Le lettere del bisnonno Silvio:
quasi 100 copie vendute!

Posted in Emigrazione (ticinese e non) in California on January 12th, 2012 by ndb – Be the first to comment

CopertinaSilvioSono senza parole: già 91 copie vendute del mio libro in poco meno di tre settimane! “Silvio’s Letters” contiene 61 lettere scritte e ricevute dal mio bisnonno Silvio Debernardi durante i dieci anni di emigrazione in California, dal 1891 al 1901. Ho tradotto le lettere in inglese per i parenti e lettori americani, aggiungendovi un’introduzione e parecchie note, purtroppo solo in inglese, poiché con la nascita di mia figlia Florina non ho fatto in tempo a pubblicare un’edizione completamente bilingue. Nonostante il titolo inglese, due terzi delle copie sono state vendute qui in Ticino e un terzo negli Stati Uniti. Il libro è in vendita al prezzo di 62 franchi presso il mio bravissimo Sales Manager personale, Renato De Bernardi, direttamente tramite l’autrice, e alla Libreria Cartoleria Locarnese, in Piazza Grande a Locarno. Per chi desiderasse consultarlo in biblioteca, a breve sarà disponibile nella biblioteca del Centro di dialettologia e di etnografia di Bellinzona. L’annuncio della pubblicazione è inoltre stato ripreso da SwissInfo. Grazie a tutti per l’inaspettato interesse!

2011 in Review: End-of-Year Stats

Posted in Other / Altro on January 11th, 2012 by ndb – Be the first to comment

Picture1I did some quick Google Analytics research to find out what kind of traffic my blog received last year. Here are a few stats:

In 2011, my blog received 6,529 page views by 3,008 visitors, of which 1,839 unique visitors.

32.23% of this was direct traffic to my site (thanks, guys, for being such loyal readers!)

The main blog page was the most viewed, followed by “Dialetto” and “Emigrazione ticinese (e non) in California”.

Most clicks originated in Switzerland, followed by the United States, Italy, Canada, the UK, Brazil, Germany, Russia, and Iceland.

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